10 dicembre: Giornata dei diritti umani
Al termine della Seconda Guerra Mondiale, le Nazioni Unite decisero che fosse essenziale incoraggiare lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni, affinché una simile tragedia non accadesse mai più. Nel 1946 fu creata la Commissione per i Diritti Umani, che permise di istituire per la prima volta una riunione del comitato di redazione nel 1947. Comprendeva 9 membri, tra cui Eleanor Roosevelt per gli Stati Uniti. Gli altri paesi presenti nel comitato di redazione erano: URSS, Cina, Cile, Francia, Haiti, Regno Unito e Canada. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani fu presentata e posta in votazione durante la Terza Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 presso il Palais de Chaillot a Parigi. Dei 58 stati membri, 50 votarono a favore della Dichiarazione Universale dell'ONU, 8 si astennero, il che dimostrò che nessuno degli stati membri votò contro la dichiarazione. Fu quindi adottata e posta come documento fondante della linea d'azione delle Nazioni Unite. Si compone di trenta articoli ed è "l'ideale comune da raggiungere tra tutti i popoli e tutte le nazioni".
Le origini ideologiche dei diritti umani si possono trovare nell'Illuminismo (XVIII secolo), dove la loro prima enunciazione fu adottata da un'assemblea riunitasi nel 1776, quando lo stato della Virginia negli Stati Uniti votò a favore di quella scritta da George Mason il 12 giugno. Questa dichiarazione dei diritti umani fu ripresa in gran parte da Thomas Jefferson, che la incluse nella Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti il 4 luglio 1776.
Dall'altra parte dell'Atlantico, la Francia rivoluzionaria adottò la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino il 26 agosto 1789. Tutti questi testi servirono come base per la stesura della dichiarazione adottata dalle Nazioni Unite. L'ultima fonte di ispirazione fu l'idea delle "quattro libertà" presentata dal Presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt durante il suo discorso sullo stato dell'Unione il 6 gennaio 1941.
Queste quattro libertà sono: la libertà di espressione, la libertà di religione, la libertà di vivere senza miseria e la libertà di vivere senza paura. Tuttavia, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani era una carta priva di valore legale. Non creava alcun obbligo per gli stati e non doveva essere utilizzata come documento in caso di causa tra o contro uno stato. La portata di questa carta non deve essere considerata nulla, rimanendo tuttora la più importante dichiarazione dell'ONU.
Fornisce una linea filosofica e giuridica per l'elaborazione di molte convenzioni internazionali. Ad esempio, è stata la base della Dichiarazione dei diritti del fanciullo del 1959, del Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966 e dell'istituzione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2006. La Dichiarazione dei diritti umani detiene anche un record mondiale: è il documento più tradotto, con la sua trascrizione in più di 500 lingue.


Commenta
Questo sito è protetto da hCaptcha e applica le Norme sulla privacy e i Termini di servizio di hCaptcha.