5 gennaio 1875: inaugurazione dell’Opéra Garnier

Un inizio esplosivo
La sera del 14 gennaio 1858, in rue Le Peletier, tre anarchici italiani attendono la carrozza imperiale di Napoleone III e di sua moglie, l’imperatrice Eugénie de Montijo. Al suo arrivo, gli anarchici lanciano tre bombe contro il corteo. L’attentato provoca otto morti e oltre cento feriti, mentre la coppia imperiale ne esce illesa. La mattina seguente, l’imperatore ordina la costruzione di un nuovo teatro dell’opera nei pressi del Louvre, dove risiedono, in una strada più frequentata, così da rendere difficoltosa la pianificazione di futuri attentati.
Un concorso che appassiona
Il 29 dicembre 1860 viene indetto un concorso internazionale per scegliere l’architetto incaricato di progettare il futuro teatro dell’opera. Il concorso per la costruzione dell’«Accademia imperiale di musica e danza» viene seguito dalla stampa e appassiona il popolo francese. In totale, la giuria riceve 171 progetti. Tra le proposte presentate dagli architetti più rinomati dell’epoca, a conquistare la vittoria è quella di Charles Garnier, quasi sconosciuto e appena trentacinquenne.
Una costruzione in omaggio agli eventi
La prima pietra del teatro dell’opera viene posata nel 1862. Grandi teloni nascondono l’edificio, per mantenere l’effetto sorpresa fino all’inaugurazione. La costruzione dell’opera diventa parte integrante della trasformazione di Parigi voluta dal prefetto Haussmann. Quest’ultimo, tuttavia, tende a cambiare spesso idea sulle normative e modifica l’altezza prescritta per gli edifici lungo la strada che collega l’opera al Louvre, costringendo Charles Garnier a innalzare parte della sua costruzione per conservarne il carattere prestigioso.
Nel 1870, i lavori vengono interrotti in seguito alla sconfitta della Francia contro i prussiani. Il progetto resta sospeso per tre anni, ma nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 1873 l’Opéra Le Peletier viene distrutta da un incendio. Parigi è ormai senza un teatro dell’opera..
Il governo della Terza Repubblica decide quindi di rilanciare il progetto. Charles Garnier, tuttavia, deve affrontare numerose difficoltà: molti artigiani che avevano lavorato alla costruzione se ne sono andati e non è stato possibile sostituirli. Diverse parti del progetto, come la galleria della sala fumatori, non verranno mai completate.
Un’inaugurazione in pompa magna, ma con poco da mostrare
Napoleone III, morto nel 1873, non vedrà mai l’opera che aveva ordinato di costruire. Sarà il presidente della Repubblica francese Mac Mahon a inaugurare l’edificio il 5 gennaio 1875, alla presenza della famiglia reale spagnola e di ospiti provenienti da ogni angolo del mondo. Vengono rappresentate molte opere celebri e la qualità acustica della sala incanta tutti gli spettatori.
L’unica nota stonata della cerimonia è che Charles Garnier viene invitato, ma deve pagare il biglietto! I suoi precedenti rapporti amichevoli con il vecchio regime imperiale non gli vengono perdonati. Il giorno seguente, la stampa francese ironizzerà sulla notizia.
Oggi, l’Opéra Garnier, o Palais Garnier, è considerata una riuscita rappresentazione dello stile «Napoleone III». A dimostrarlo sono le parole dell’imperatrice Eugénie de Montijo che, interrogata da un giornalista sulle sue impressioni sull’edificio durante l’inaugurazione, rispose: «È proprio Napoleone III!»

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